Questo dovrebbe essere il blog “blog”, il diario on line delle mie giornate, o almeno di quelle giornate dove ho un minimo di voglia di scrivere le cose… c’è un aspetto però che è sempre più presente nelle cose che faccio, nei pezzetti di esistenza che conduco, un tempo belli separati e ora appiccicati l’un l’altro da questa colla elettronica che qualcuno tanto tempo fa ha chiamato Web… (buffo come abbia assunto una velocità di scrittura diversa da quando nelle Koss girano i Cobblestone Jazz..)
In ogni caso, quando ho iniziato a mettere dentro il pc pezzi di me, siamo nel ‘95, giorni londinesi, primo lavoro serio e tutto il resto.. poi l’Italia, ‘98, e giù di chat.. una novità, la capacità di essere non essendo, di stare senza un dove, uno spettacolo di mobilità immobile.. ora, oggi, tutto è diventato più interconnesso, veloce, “embedded”, appiccicato a noi.. si vive e si ri-vive in Internet, tanto che qualcuno ha pensato di prendere la palla al balzo e crearci interi mondi.. e tutti dentro, come se niente fosse, come se, inconsciamente, lo spengere il pc automaticamente facesse un “delete” anche del nostro doppio, o del nostro vero “Se” …
Ci sono già articoli da leggere, un estratto lo si trova in questo post, in cui esplicitamente si riesce a far capire che, una volta entrati, ogni passo lascia una traccia, seppur labile, ogni azione una reazione che non si sa dove vada a depositarsi per riposare… una nuova coscienza si crea, si definiscono linee di karma elettroniche, si definisce un nuovo concetto di samsara tra i byte… ma, anche qui, c’è sempre la volontà o il desiderio, o stranamente la forzatura verso l’afflato eterno… un nuovo epitaffio, un nuovo foscolare…